Una nuova pubblicazione per Enrico Camanni, il giornalista e storico dell'Alpinismo pubblica il volume "Ghiaccio Vivo. Storia e antropologia dei ghiacciai alpini" che tratta del secolare rapporto tra l’uomo e i ghiacciai nel quadro dei cambiamenti climatici contemporanei.
"I montanari del Seicento vissero l’avanzata dei ghiacciai alpini come una maledizione, perché una teologia infarcita di mito e superstizione attribuì la Piccola età glaciale alle colpe degli uomini. Ma nel Settecento l’inferno è diventato il paradiso, attraverso la progressiva rivalutazione dell’alta montagna e la percezione positiva dei ghiacciai, rivelatisi nella rappresentazione artistica, nell’avventura alpinistica e nella colonizzazione turistica. Al termine di un lungo processo di riconversione simbolica, i cittadini del ventunesimo secolo vivono in modo perturbante la scomparsa dei ghiacciai....Se i nostri antenati temettero la discesa dei fiumi gelati, fonte di disordine e distruzione, al contrario noi temiamo e subiamo la salita dello zero termico e l’arretramento delle nevi in quanto agenti di minaccia, e immagini capovolte del male.
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