L' Associazione Furfulera è nata per studiare e valorizzare le dimore rurali italiane e intende promuovere l’utilità sociale attraverso un’azione culturale formativa e informativa, diffusa sull’intero territorio nazionale, per la prevenzione, la salvaguardia, il ripristino, la valorizzazione delle condizioni di equilibrio e la salubrità dell’ambiente nei suoi fattori naturali e antropici.
Sostiene l'associazione anche la Cooperativa Editoriale Srl che pubblica la rivista trimestrale "Quaderni Valtellinesi" un punto di riferimento culturale in Valtellina e Valchiavenna.
A partire dal 1994, in collaborazione con l'associazione ambientalista "L'umana Dimora", ha promosso il primo progetto di recupero da cui l'associazione prende il nome, l'antica contrada Furfulera in Val Tartano , un piccolo villaggio in pietra di origine medioevale, abbandonato da decenni, e del soprastante alpeggio di Dassola.
La Val Tartano è una delle valli orobiche valtellinesi che hanno conservato maggiormente la propria identità tradizionale. Ancora legata all'economia agro-pastorale (molti sono gli alpeggi che producono un ottimo "Bitto"), la vallata è rimasta isolata fino agli anni sessanta, priva di strada carrabile.
Ricca di innumerevoli possibilità di passeggiate estive e autunnali, è parte integrante del Parco delle Orobie Valtellinesi.
In inverno è meta degli appassionati di sci alpinismo che si trovano itinerari per ogni livello di difficoltà, lontano dall'affollamento delle aree sfruttate per lo sci da discesa. Il progetto di recupero ha portato alla realizzazione di 13 unità immobiliari (bilocali con posto auto e cantina) a destinazione residenziale e di un ampio locale ad uso collettivo, attrezzato per la realizzazione di corsi e di convegni.
Gli appartamenti sono arredati (i mobili in legno di larice sabbiato) dotati di tutte le comodità: televisione a colori, bagno con doccia, riscaldamento, conampi spazi esterni a verde.
L'intervento è stato attuato in base a tecniche tradizionali con il ripristino delle coperture in legno con manto in piode selvatiche econsolidamento delle murature (a pietra a vista con rabbocchi di maltadi calce), la creazione di ballatoi in legno analoghi a quelli tradizionali esistenti in valle, rifacimento dei solai in legno,sistema di oscuramento costituito da antoni in legno interni;particolare cura è stata riservata alla sistemazione esterna e alripristino e alla nuova realizzazione di acciottolato, alla sistemazione dei sentieri di accesso con parapetti in legno astaccionata.
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